DOMENICA 21 MAGGIO 2000

AL REFERENDUM

SULLA LEGGE ELETTORALE


VOTA  NO

I Comunisti Italiani si schierano per una legge elettorale proporzionale e bipolare e invitano i cittadini a votare No al referendum elettorale perché "pasticciato" e perché determinerebbe soltanto "ingovernabilità".
Ma criticano anche con nettezza il modello tedesco che "permetterebbe a Berlusconi di continuare a dominare ricorrendo ai voti del centrodestra e del centrosinistra".
Ad illustrare le posizioni del PdCI è stato oggi, a Montecitorio, il presidente del partito, Armando Cossutta.
"Noi - ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa - proponiamo e sosteniamo un sistema elettorale di tipo proporzionale e bipolare come quello in vigore nelle regioni. Occorre che il cittadino vada a votare per il proprio partito e sappia, nello stesso tempo, per quale schieramento vota: se per il centrodestra o per il centrosinistra".
Per Cossutta infatti "le cose devono essere definite prima e non dopo il voto come invece vorrebbero Berlusconi e coloro che lo seguono con la proposta che si richiama al modello tedesco". Riferendosi quindi all'accusa di tradimento del proporzionale mossa oggi al PdCI dalle colonne di "Liberazione", Cossutta ha definito "volgari e strumentali" le critiche mosse ai Comunisti italiani.
"Le insolenze di Liberazione non mi turbano - afferma Cossutta - mi preoccupa piuttosto vedere le posizioni minoritarie su cui si è accartocciato il Prc".
E definisce "un segno funesto" la stretta di mano ed i sorrisi che si sono scambiati in questi giorni il leader del Polo, Silvio Berlusconi ed il segretario di Rifondazione, Fausto Bertinotti. Lo preoccupano queste corrispondenze d'amorosi sensi "perché sono segni indicativi del punto a cui si perviene".
Va giù duro Cossutta. "Si dice: con voi nello schieramento che state sostenendo c'è anche Fini.
Certamente il pericolo è grande. Ma intanto i comunisti non c'entrano con lo schieramento del Sì perché essi voteranno No. E d'altronde Fini nello schieramento del Sì è minoritario. Berlusconi invece in quello schieramento è maggioritario, ne è il padrone. E chi si aggrega a lui finisce per reggergli il sacco". Cossutta indica di votare No per i referendum elettorale sui licenziamenti.
"Noi - sottolinea - diciamo di andare a votare e votare No. Liberazione, il Prc, diranno con forza che bisogna andare tutti a votare? C'è una parte della sinistra che pensa che il referendum possa essere sconfitto facendo mancare il quorum. Errore gravissimo, rischio gravissimo.
Infatti potrebbe succedere che il referendum passi per un pugno di voti e, non andando la sinistra a votare, passi il sì delle forze moderate anche per quanto riguarda il referendum sui licenziamenti".
Se prevalesse il No al referendum elettorale - questo il ragionamento di Cossutta - si aprirebbe la possibilità per una forte presenza della quota proporzionale nella nuova legge". E la proposta del PdCI è la più avanzata: un progetto analogo alla legge regionale, che "consente l'80% di quota proporzionale, la presentazione delle liste di ogni partito e, nello stesso tempo, il vincolo a dichiarare in quale coalizione si intende stare, con l'indicazione del premier".
Ed è proprio l'esistenza della coalizione ciò che "ci distingue da Prc, Berlusconi, Andreotti, Cossiga e coloro che sostengono il modello tedesco".
Insiste molto sulla coalizione Cossutta, perché è ben consapevole che senza una coalizione né la sinistra né il centro democratico riuscirebbero da sole a battere la destra. "Si vuol capire una volta per tutte - conclude - che qui non siamo né in Inghilterra né in Spagna, dove la posta in gioco se la contendono due partiti? In Italia c'è, e ci sarà per molto tempo, una pluralità di partiti per cui, se non si partecipa ad una coalizione, la sinistra non potrà mai governare".
Certo qualcuno - e si riferisce a Pintor - può "non avere a cuore il fatto che la sinistra vada o no al governo. Io so per diretta esperienza che da oltre un secolo il movimento operaio aspira a governare".